pof-il quadro normativo - Istituto Parentucelli - Arzelà

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pof-il quadro normativo

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 2. IL QUADRO NORMATIVO
 
GLI STATUTI

Il Piano dell’Offerta Formativa viene definito all’interno di un quadro normativo molto ampio che parte dagli articoli della Costituzione che riguardano l’istruzione (Allegato 1), si caratterizza nell’ambito dello Statuto degli Studenti e Studentesse (Allegato 2, vedi anche il sito http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/statuto3.html ), per arrivare alla stesura del Regolamento d’Istituto (Allegato 3) che diventa il documento di riferimento per studenti, docenti, genitori.
 
LA TRASPARENZA

In linea con la normativa sulla trasparenza (Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33) la scuola offre ai genitori ogni tipo di informazione riguardante i propri figli, di prassi tramite lettera scritta o pubblicazione sul sito d’Istituto:
  • comunicazioni ad inizio anno scolastico e ad ogni evento importante
  • schede interperiodali in caso di insufficienze
  • pagella a fine quadrimestre
  • comunicazione di iscrizione ai corsi di recupero organizzati dall’istituto     
  • udienze settimanali con ciascun docente     
  • udienze col Dirigente Scolastico o un suo Collaboratore      
  • convocazione in caso di gravi problemi        
  • invio di SMS per le assenze ed i ritardi        
  • visione degli atti in segreteria didattica
e, a partire da questo anno scolastico, la possibilità di
visionare on line dal sito di istituto in tempo reale tramite un accesso riservato tutte le attività, assenze e ritardi, votazioni, giudizi dei docenti, compiti assegnati, comunicazioni riguardanti i propri figli.
Il sito web ha una sezione apposita sulla trasparenza dell’amministrazione dell’Istituto in ottemperanza del decreto citato.
 
LA RISERVATEZZA (PRIVACY)

Le comunicazioni della scuola riguardano spesso dati sensibili che non possono essere divulgati a piacimento; tutte le persone che operano nella scuola devono essere attente alla riservatezza dei dati, secondo il Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), più noto come legge sulla privacy.
In particolare gli articoli 1 e 3 (finalità della legge), art. 4 comma d (definizione di dati sensibili), art. 7 (diritto di accesso e di modifica), art. 10 commi 2 e 4 (estrazione di dati su richiesta dell’interessato), art. 13 comma 1 (informativa), art. 20 (soggetti pubblici), art. 23 (consenso a soggetti privati), art. 34 (trattamento con strumenti elettronici), art. 73 (rilevante interesse pubblico).
Infine, l’art. 96 norma il caso degli istituti scolastici:
Art. 96
(Trattamento di dati relativi a studenti)
1. Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale, anche all'estero, le scuole e gli istituti scolastici di istruzione secondaria, su richiesta degli interessati, possono comunicare o diffondere, anche a privati e per via telematica, dati relativi agli esiti scolastici, intermedi e finali, degli studenti e altri dati personali diversi da quelli sensibili o giudiziari, pertinenti in relazione alle predette finalità e indicati nell'informativa resa agli interessati ai sensi dell'articolo 13.   I dati possono essere successivamente trattati esclusivamente per le predette finalità.
2. Resta ferma la disposizione di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, sulla tutela del diritto dello studente alla riservatezza. Restano altresì ferme le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell'esito degli esami mediante affissione nell'albo dell'istituto e di rilascio di diplomi e certificati.
Il sito web ha una sezione apposita sulla trasparenza dell’amministrazione dell’Istituto in ottemperanza del decreto citato.
 
I PROTOCOLLI

L'Istituto ha adottato dei protocolli che definiscono le procedure interne da seguire nei casi di movimento degli studenti. Specificatamente
 
ACCOGLIENZA DEGLI STUDENTI DELLE PRIME CLASSI

Una apposita commissione di docenti, prima dell’inizio dell’anno scolastico, cura la procedura di accoglienza e le attività connesse al fine di rendere più rassicurante l’inserimento degli alunni delle classi prime.
Il primo giorno di scuola il Dirigente Scolastico fa un piccolo discorso di benvenuto e poi l’appello degli studenti di ciascuna classe prima, affidandoli all’insegnante previsto dal piano; nel corso della mattinata le classi vengono accompagnate all’interno dell’Istituto, anche con ragazzi-tutor delle classi terminali, per conoscere la logistica di aule, laboratori, palestra, ecc. In aula, invece, vengono letti e commentati il regolamento di Istituto e le procedure più comuni della vita scolastica.
Il secondo giorno vengono somministrati dei test generali per avere informazioni più precise sul livello raggiunto dagli alunni in uscita dalla Scuola Media e per  stabilire i punti di partenza della programmazione. In seguito, a gruppi di classi, è predisposto un incontro con l’ing. Fulvio Mori responsabile della sicurezza per l’Istituto il quale illustra le procedure previste per minimizzare i rischi di infortuni e per gestire al meglio le possibili situazioni di calamità (principalmente terremoti, incendi) attraverso il piano di evacuazione.
 
ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI (H)  
         
L’inserimento scolastico sempre più allargato di allievi diversamente abili è considerato nelle normative attuali che chiedono di tener conto delle loro specifiche esigenze (e di quelle degli alunni la cui integrazione per ragioni culturali, sociali e linguistiche presenta particolari difficoltà).
 
Si ritiene quindi necessario ampliare l’offerta formativa con interventi educativi finalizzati a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali, a superare le situazioni di svantaggio e di emarginazione e a favorire il massimo sviluppo di ciascuno. Con gli esperti di problematiche educative viene condivisa l’opinione che l’integrazione con il diverso arricchisca anche la formazione degli altri allievi e aiuti a valorizzare le differenze portando alla costruzione di un atteggiamento relazionale corretto. Pertanto la scuola mette in atto tutti quegli accorgimenti che sono necessari perché l’alunno ne possa usufruire nel modo migliore.
 
Con tali finalità è costituito il gruppo GLH del nostro Istituto, approvando l’idea che la scuola efficace debba garantire che le capacità individuali, per quanto minime debbano tradursi in input nei confronti della didattica. La loro rilevazione deve essere tesa a predisporre strategie educative, non già per riflettere situazioni di fatto staticizzate ma per un aumento perlomeno delle abilità elementari; la scuola moderna e innovata è quella che risponde alle richieste studiando percorsi alternativi.
E’ inoltre profonda convinzione dei docenti che il ritardo mentale sia passibile di modificazioni in tutte le fasi di sviluppo e che sia sempre possibile apprendere. Per raggiungere tale scopo ritengono indispensabili sia l’individualizzazione nella programmazione didattica di classe che la predisposizione di laboratori e/o progetti che possano limitare situazioni di emarginazione e costituire ambienti favorevoli ove l’utente possa esprimersi al meglio acquisendo competenze e migliorando la propria autonomia.
In un approccio all’handicap più generalizzato si condivide l’opinione che accanto alle abilità più strettamente scolastiche sia indispensabile favorire l’acquisizione delle autonomie sociali e personali, prerequisiti sine qua non per un futuro progetto integrato e lavorativo.
 
Pertanto l’attività del gruppo GLH, anche nel momento della programmazione dei Piano Educativo Individualizzato (PEI), è tesa a migliorare la qualità dell’integrazione scolastica affinché non rimanga scollegata dal “progetto di vita“ del disabile ma piuttosto ne sia consapevole artefice. Nello specifico vengono :

  •  personalizzati gli orari ed i curricoli 
  •  organizzati laboratori pratici nell’ambito dei quali offrire agli alunni disabili la possibilità di sperimentare le proprie potenzialità ed abilità attraverso tecniche e modalità di apprendimento alternative.
 
Gli insegnanti ritengono inoltre ineludibile l’integrazione di tutte le forze sociali per un progetto che non sia solo scolastico, ma per tutta la vita del soggetto disabile; quando il progetto individualizzato termina alla soglia dell’inserimento nella società e nel mondo del lavoro, tutti gli interventi della scuola risultano vanificati. Non va dimenticato che la società attuale, con il drastico ridimensionamento del welfare state, pone tutti indifferentemente in una situazione di competizione per la quale i più deboli sono destinati a soccombere.
 
A tale scopo il nostro Istituto tenta di procedere, ove sia possibile, all’attuazione di percorsi integrati scuola-lavoro come quello già in atto facendo in modo che essi diventino attività sistematica nell’ambito dell’integrazione scolastica e non semplice eccezione, con le finalità di:
    
  • arricchire il percorso formativo aumentandone la spendibilità     
  • sensibilizzare il mondo del lavoro sulle potenzialità del disabile 
  • facilitare la collaborazione tra enti competenti e territoriali, nei riguardi del disabili
  • favorire l’orientamento del disabile in conseguenza alla predisposizione e alle opportunità lavorative.
 
ALUNNI CON DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO (DSA-BES)

Dopo che la legislazione scolastica (Legge 8 ottobre 2010, n. 170, allegato 4) ha riconosciuto l’esistenza di varie forme di disturbo dell’apprendimento (DSA) da inquadrare nell’ottica più ampia di tutti i disagi degli studenti (sociali, economici, relazionali, …) denominata dei Bisogni Educativi Speciali (BES), l’Istituto si è dotato degli strumenti didattici e organizzativi per ridurre al minimo ogni possibile disagio.
La legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento per i quali vanno attivati strumenti compensativi del tipo
     
  • la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;       
  • il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;      
  • i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della correzione degli errori;      
  • la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;      
  • altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc. 

La programmazione didattica con l’uso di tali strumenti che sollevano lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo, viene elaborata in un Piano Didattico Personalizzato PDP (Allegato 6) dal Consiglio di Classe. Una procedura analoga con la produzione di un PEP viene seguita dal Consiglio di Classe in casi riconosciuti di Bisogni Educativi Speciali (BES).
 
ALUNNI STRANIERI
           
Nell'ottica di un Piano dell'Offerta Formativa pluriennale e dinamico, l'Istituto prevede di garantire l'inserimento di studenti stranieri anche extracomunitari mediante un piano personalizzato (PDP) di accoglienza, educativo e di apprendimento, con particolare riguardo alla conoscenza della lingua italiana e delle strutture sociali, culturali e politiche del nostro paese. (Allegato 7 e Allegato 8) L'impegno è esteso a garantire una serena convivenza tra diverse etnie, culture e religioni.
           
Attualmente sono inseriti nel nostro Istituto alunni di diverse provenienze extracomunitarie (America centro-meridionale, Paesi dell'Est europeo, Cina, Paesi arabi, Pakistan) con problemi di integrazione linguistica che sono stati affrontati ed in parte risolti.
 
l’Istituto, in base alle ultime indicazioni del Miur, nominerà un Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) che si occupi dell’inserimento degli alunni, qualunque tipo di problematiche
essi presentino.
 
TRASFERIMENTI INTERNI E IN CORSO D’ANNO

La procedura seguita nei casi di trasferimenti interni da un ordine all’altro (liceo, tecnico, professionale) e da trasferimenti da altri Istituti all’Istituto Parentucelli-Arzelà
in corso d’anno è definita da un protocollo che coinvolge oltre allo studente e la famiglia, più soggetti della scuola (Allegato 9).
 
INSERIMENTI DA ALTRE SCUOLE
 
L’inserimento all’Istituto Parentucelli-Arzelà di alunni provenienti da altre scuole prima dell’inizio dell’anno scolastico è normato dalla O.M. n. 90 del 31 maggio 2001
(vedi estratto), in particolare dagli articoli 18-19-20-21 e 24 e 32-33-34, attraverso esami di idoneità esami integrativi
da svolgersi prima dell’inizio dell’anno scolastico, di solito nel mese di settembre. (Allegato 10)
 
 
ALTRE NORME IMPORTANTI
 
LA SICUREZZA

Le misure di prevenzione e protezione previste dal Testo unico sulla Sicurezza n.81 del 2008 (http://www.lavoro.gov.it/SicurezzaLavoro/MS/Normativa/Documents/TU%2081-08%20-%20Ed.%20Maggio%202014.pdf comprensivo tra l'altro del Decreto legislativo 626/94) sono finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza e della salute delle persone presenti all’interno dell’edificio scolastico: docenti, non docenti e studenti. Tutte queste figure devono partecipare attivamente alla realizzazione di un sistema di sicurezza che garantisca l’incolumità delle persone e un confort più sicuro e utile.
           
Il tecnico responsabile della sicurezza per l’Istituto Parentucelli-Arzelà è l’ing. Fulvio Mori che, all’inizio dell’anno scolastico tiene alcuni incontri formativi con i docenti, con gli studenti e col personale ATA. In collaborazione col Dirigente Scolastico ha elaborato il documento di valutazione dei rischi , in cui sono essere esaminati tutti i rischi per le persone e le misure di prevenzione e protezione da attuare.
           
Almeno due volte l’anno vengono effettuate delle prove di evacuazione con allarme sismico o allarme incendio per verificare l’efficacia del piano di evacuazione di cui si allegano le mappe (Allegato 11).
 
IL FUMO
           
Il fumo non è un diritto da tutelare, caso mai il diritto è dei non fumatori; è un danno per l’organismo e un problema sociale. La scuola è un luogo strategico per le politiche di prevenzione e di contenimento del fenomeno e non può diventare il luogo del permissivismo e della tolleranza per quieto vivere (Allegato 12).
    
La normativa che riguarda il divieto di fumare nei locali pubblici, e dunque in ogni locale della scuola, è stata recentemente integrata dall’art. 4 del DL n. 104 del 12 settembre 2013
, convertito con modificazioni nella legge n. 128 del 8 novembre 2013 e ribadito dalla Circolare del MIUR prot. 527/14 (Allegato 13).
           
In tali norme, il divieto di fumo è stato esteso anche alle pertinenze dell’edificio scolastico , alle sigarette elettroniche ; sono altresì previste sanzioni pecuniarie per chi viola il divieto che vanno da € 27,50 sino a € 275.
 
La sanzione è doppia se la violazione avviene in presenza di donne in stato di gravidanza o di bambini sino ai 12 anni di età.
           
Il Dirigente Scolastico ha nominato i due collaboratori prof. Raineri e prof. Sanguinetti come delegati alla verbalizzazione delle sanzioni.
 
L’USO DEI CELLULARI
           
L’uso dei cellulari e dei dispositivi elettronici con collegamento satellitare a scuola è normato dal già citato Statuto degli studenti e delle studentesse , dalla
Direttiva Ministeriale n. 30 del 15/3/2007 , e dal Regolamento d’ Istituto.
           
In sintesi, non si deve portare con sé il cellulare durante le lezioni e tantomeno utilizzarlo . Se lo studente ha il cellulare in classe, deve comunque
essere spento e tenerlo in tasca o nello zaino. In caso di utilizzo prima dell’entrata, nell’intervallo o all’uscita da scuola rimangono tutti i vincoli sulla privacy dettati dal Codice in materia di protezione dei dati personali
e ribaditi nella suddetta Direttiva Ministeriale.
 
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